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Tai Chi Chuan Origini 1

 

LE ARTI MARZIALI CINESI

 

In Cina, si ritiene che esistano numerosi stili di Wu-shu (武术, lett. “Arti marziali”), più spesso chiamati Kung fu (, lett. “Lavoro acquisito con fatica”) dall’industria cinematografica di Hong Kong, ma anticamente definiti Quan-fa (拳法, lett. “Metodo del pugno, boxe”). Di questi stili, la maggior parte sono elencabili fra i Wei chìa (外家) o “Stili esterni”, mentre pochissimi sono originali Nei chìa (內家) o “Stili interni”.

Gli Stili esterni sono caratterizzati dall’uso della forza e della velocità per vincere un’opposizione. Per questi praticanti è difficile ottenere continuità d’azione fra una tecnica e l’altra, poiché il loro metodo insegna a colpire con tempismo, dove l’avversario manifesta un varco, in modo prevalentemente diretto con pugni, calci ecc. Questo metodo di boxe, di cui la scuola Shaolin (少林) è l’effige, enfatizza lo sviluppo muscolare, per aumentare la potenza e la resistenza. Grande importanza è recata anche alla “Camicia di ferro”, un particolare esercizio che unisce una forte tensione muscolare ad una potente respirazione, allo scopo di poter meglio resistere ai colpi subìti nel corso degli allenamenti. Per ovviare alla carenza di continuità d’azione, gli Stili esterni insegnano ad alternare movimenti lenti a gesti veloci.

I maggiori stili interni sono lo Hsing i ch'üan (形意拳, lett. “Boxe della forma e dell’intenzione”), il Pa kwa chang (八卦掌, lett. “Palmo degli otto trigrammi”) ed il Tai chi chuan (太极拳, lett. “Boxe del supremo fondamento”). Essi perseguono il controllo totale e continuo del corpo, alternando le tecniche con leggerezza, allo scopo di neutralizzare i colpi dell’avversario. Vedendo combattere un esperto negli Stili interni, si può cogliere che egli non spreca mai la propria forza; semmai usa quella dell’avversario, nel senso che la assorbe e la ridireziona, per poi colpire senza mostrare affanno fisico. I suoi movimenti cercano di conformarsi quanto più possibile ai princìpi universali della Cosmologia Taoista che sono all’origine di tutti i fenomeni naturali. 

 

LE ORIGINI DEL TAI CHI CHUAN

 

Delineare le tappe che hanno coinciso con la formazione del Tai chi chuan (TCC) è probabilmente impossibile, in quanto le fonti storiche sono numerose e spesso fantasiose ai limiti dell’inverosimile.

La fonte più antica cita che il primo sistema di TCC sarebbe stato creato dall’eremita taoista Xu Xuanping che visse durante la dinastia Tang (618-907 d.C.); questo sistema venne chiamato San-shi-qi (Trentasette) dal numero delle tecniche che ne costituiva il nucleo iniziale.

La fonte più accreditata dagli storici del TCC, invece, è quella riferita a Zhang San Feng, un leggendario monaco taoista, vissuto nella zona dei monti cinesi Wudang, il cui apporto agli stili interni è considerato pari a quello che Boddhidarma ebbe per gli stili esterni.

La tradizione afferma che Zhang San Feng era esperto nell’Alchimia interna, nell’Agopuntura medica e nell’Arte del combattimento. Fu estremamente longevo e, al termine della sua lunga vita, si ritirò sul monte Tien Shan, “per dissolversi nel cosmo” com’era consuetudine affermare per i Santi taoisti.

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