IL JU-JITSU IN ITALIA


La prima fugace apparizione del jū-jItsu in Italia si deve a Pizzarola e Moscardelli, marinai della Regia Marina che, nel 1908, ne diedero una dimostrazione al Re. Si dovettero tuttavia aspettare quasi quarant'anni perchè un altro marinaio, Gino Bianchi (1914-1964), ne iniziasse la divulgazione in Italia. Infatti, accadde che il Maestro Bianchi, già campione militare di Savate, mentre si trovava impegnato durante la Seconda guerra mondiale col contingente italiano nella colonia giapponese di Tien Sing in Cina, venne a contatto con un insegnante non ben identificato di Jū-jitsu e, rimanendone colpito per l'efficacia, decise di diffonderlo al suo rientro in Italia.

L'opera di diffusione iniziò a Genova, dove il M° Bianchi insegnava gratuitamente a pochi allievi nel difficile clima di ristrettezze del secondo dopoguerra. Con la fine degli anni quaranta, la palestra si trasferì nella sede storica di Salita Famagosta e l'opera di diffusione del Jū-jitsu "stile Bianchi" procedette a pieno ritmo anche grazie alle varie dimostrazioni pubbliche dei suoi allievi. Dopo la scomparsa del Maestro, il "metodo Bianchi" venne razionalizzato da vari insegnanti, fra cui il Maestro Gianni Rossato, anch'egli nativo di Genova. Il M° Rossato, oggi 10° dan, è il fondatore e caposcuola del Ju-jitsu, stile Go-ju Italia, associazione che ha raccolto e rielaborato esperienze provenienti da varie Arti marziali (Karate, Kobudo, Iaido, Kenjitsu, Aikido e Judo).

Nel 1974, il M° Silvano Giampietro Rovigatti, attualmente c.n. 8° Dan, allievo del M° Gianni Rossato, fondò il C.S.R. Ju Jitsu Italia a Cento (FE). Lavorando con costanza, assiduità e passione, il M° Rovigatti creò un primo gruppo di cinture nere, tramite le quali iniziò la divulgazione del Ju-jitsu sul territorio di Bologna, Bolzano, Ferrara, Mantova, Modena, Padova, Rovigo e in Inghilterra. Il M° Pierluigi Nicolini proviene da questa scuola.