Karate Makotokai


Il Karate stile Shotokan costituisce la base tecnica e culturale dalla quale proviene il Metodo Makotokai, creato dal Maestro Paolo Bolaffio nell'ambito dell'Associazione Makoto con sede in Trieste. Il pittogramma Makoto (真) significa "sincerità, senso del sacro" e Kai (会) "associazione di persone". A Gichin Funakoshi, il fondatore dello stile Shotokan, spetta il merito di aver semplificato e divulgato l'insegnamento di varie scuole di Karate di Okinawa, allo scopo di diffondere l'Arte dei suoi avi presso tutti coloro desiderassero praticarla. In questo senso Funakoshi è riuscito nel suo intento, in quanto molti suoi eredi stanno continuando la sua opera divulgativa. Il nodo gordiano è posto nel fatto che, analizzando nel tempo l'evoluzione dello stile Shotokan, emerge che i validi principi delle origini hanno subito revisioni e modifiche tali da sembrare aver perso di vista l'obiettivo essenziale: l'efficacia. Inoltre sembrano non tener conto delle nuove esigenze dettate dalla modernità né delle verità emerse grazie allo studio e alla ricerca scientifica. E' in questo contesto che si inserisce il Metodo Makotokai, concepito dal Maestro Paolo Bolaffio dopo quarant'anni di esperienza in ambito marziale, supportato da studi scientifici e continui test. Questo Metodo ha in sé valori affidabili, collaudati e trasmissibili, che coinvolgono non solo il Karate ma anche diverse arti marziali cinesi. Il lungo studio perpetrato nell'Associazione Makoto è basato su analisi e confronto tra antichi dettami e moderni scoperte scientifiche, coadiuvate da misurazioni sperimentali che hanno fatto emergere  dati molto interessanti. Qui, si è scoperto che nella consueta pratica si confonde la forza con la rigidità, che si eseguono tecniche con atteggiamento formale anzichè con esecuzione efficace, che l'espressione della velocità viene associata allo scatto rigido anziché alla fluidità, che non è possibile effettuare un vero Kime nel colpire l'aria, che troppi praticanti possiedono lesioni ortopediche di vario grado non giustificabili in chi si allena bene e regolarmente. Dall'insorgere delle problematiche descritte è nata la forte esigenza di istruire gli allievi con metodi più efficienti ed attenti ai loro bisogni, metodi nuovi supportati da una sperimentazione ed una verifica reale e non da un'acquisizione passiva e ripetitiva di tecniche vuote. Sono quindi state create le fondamenta di un Karate concreto, efficace, armonico per chi cerca un metodo di difesa in grado di contenere una filosofia di vita. Il primo passo positivo per supplire alla rigidità delle attuali tecniche lineari Shotokan ha trovato risposta nella creazione di tecniche fondamentali (Kihon) più circolari che consentono un grande risparmio energetico ed una maggiore efficacia dei colpi.



La nascita del Metodo Makotokai


Lo studio del Karate che costituisce il motivo della nostra aggregazione, è caratterizzato dalla libertà di pensiero ed è contrario a considerare il Karate come immutabile ed uguale a se stesso. Questo metodo è caratterizzato da velocità, potenza, leggerezza, stabilità. Gli obiettivi primari perseguiti sono il benessere complessivo della persona, l'efficacia nell'azione, intesa come ricerca delle possibilità di ciascuno senza il mito dello spirito di sacrificio estremo. La pratica del Metodo Makotokai prevede il contatto pieno tra i praticanti, effettuato con modalità gentile (Sonkey), oppure contro i colpitori (Hukuro) se eseguito con forza. Vengono praticati le rotture di materiali (Shiwari) a partire dai gradi più bassi. Tutto questo al fine di pervenire ad un totale controllo dei colpi che devono sempre esser dosati nella forza (Chikara) ed esatti nel punto di applicazione (Kakari geiko). Dunque senza alcuna possibilità di ferire e ferirsi durante la pratica, ma con l'opzione di poter attuare un intervento più duro nel qual caso occorra difendersi da un attacco violento. Ne risulta un metodo avvincente, efficace nella difesa, rispettoso della salute, ispirato da stili più tradizionali e quindi con posizioni consolidate, ma non rigide e formali che sfrutta il movimento fluido e il contatto con l'avversario, per recuperare l'energia cinetica del movimento a favore delle tecniche successive. La maggior parte delle innovazioni apportate in ambito Makotokai provengono dall'incontro del Maestro Bolaffio con molti esperti al quale deve la particolare formazione e sperimentazione in Oriente. Come lui racconta in un'intervista: "…Mi sono avvicinato alle Arti marziali a otto anni quando, in Italia, ancora pochi sapevano cosa fosse il Karate Do. Ho avuto la fortuna di praticare ed allenarmi con nomi molto famosi come con sconosciuti di abilità a volte anche superiori. [...] Ho avuto la grande fortuna di partecipare, invitato ed introdotto dal Maestro Zimmerman di Vienna, ad uno Stage di Soke Oyama Masatatsu, che affermo mi colpì molto per la sua grande carica umana e la precisione delle spiegazioni che niente lasciavano al caso. All'epoca, durante l'estate, mentre gli amici partivano per le vacanze all'insegna del divertimento, era per me consuetudinario partire con uno zaino, da solo, per l'Oriente nel tentativo di trovare chi potesse insegnarmi di più. …Ricordo bene di aver dovuto vendere la mia moto per acquistare il primo biglietto aereo. Ho sperimentato il Kalaripayat in India, la Muay Thai in Tailandia, il Silat in Indonesia, molti stili Cinesi ed ovviamente il Karate ad Okinawa con il Maestro Sugino. Cercavo le "radici", cercavo di comprendere meglio quello che mi era stato detto: le Arti Marziali sono una montagna e la cima è una sola. Credo solo adesso di aver capito e mi considero solo un allievo dei miei Maestri. Dal 1983 l'esperienza con il Maestro Shirai, il Maestro Kase e il Maestro Enoeda mi ha molto segnato. Nella grande Scuola del Maestro Shirai ho incontrato Maestri e grandi persone, veri amici e non. Il Maestro Maurizio Marangoni poi è stato per me come un fratello maggiore e da lui ho appreso molte verità (a volte anche scomode) che continuo a riportare ai miei allievi. Sono stato Fondatore dell'ISI e suo Vice Presidente, della FIKTA, e di altri enti ed organizzazioni mondiali ed europei, Direttore Tecnico della FESIK e Direttore di competizioni mondiali nella WKC, nonchè fondatore e Direttore Tecnico della FEDIKA dalla quale mi sono ritirato per poter meglio concentrarmi sullo studio del mio metodo, il Makotokai." Il Maestro Bolaffio aggiunge che: "…Maestro è colui che sà, fà e fa fare. Indica la Via a coloro che la cercano ed aiuta chi rimane indietro. Maestro è colui che non si accontenta di conoscere la tecnica di combattimento ma cerca di comprendere la Vita nella sua interezza. Maestro è chi ha sbagliato più degli altri e quindi può spiegare l'errore. Maestro è colui che impara da tutto ciò che lo circonda, ed infine, Maestro è chi vivendo impara a morire e morendo insegna la vita. …Detto tra noi, mi sono occorsi molti anni di errori per diventare un buon Insegnante, ma cerco di migliorarmi ancora." A questo proposito è utile affermare che il Maestro Bolaffio, oltre l'insegnamento del Metodo Makotokai, pratica con assiduità le Arti marziali del Tai Chi Chuan stili Yang e Chen, del Pa Kwa Chang stile Sun – donatogli dal Gran Maestro Xu Xiao Ho – e lo studio delle armi classiche cinesi.