L'ENERGIA QI


Secondo l'antica tradizione cinese il Qi – equivalente al Prana degli indiani ed al Pnèuma biblico – è l'energia che permea l'intero universo. L'ideogramma che lo rappresenta (氣) è formato dal simbolo del riso (米) che, quando cotto in pentola, genera vapore (气, rispettivamente: la linea che forma un angolo retto ed i tre segni superiori). È infatti in questo modo che gli antichi cinesi consideravano il Qi: un vapore sottile in grado di alimentare la vita.



Comparazione di Qi, Prana e Pnèuma


Nel mondo cinese, il concetto di Qi si ritiene sia stato introdotto dal filosofo cinese Mencio (372-289 a.C.), un noto seguace delle teorie confuciane. Egli affermava che "Tutto l'universo è un ammasso di Qi primordiale che si polarizza in due forze opposte e complementari, lo Yin e lo Yang, da cui nascono le diecimila (infinite) cose. Lo Yin è la forza centripeta che tende a comprimersi e ad implodere verso il suo centro; lo Yang è la forza centrifuga che si dilata ed espande verso l'esterno. Secondo questa teoria, il Qi è un'energia spirituale o psichica che dà sostanza a tutte le cose ed agisce attraverso i Wu xing, i Cinque princìpi di mutamento ed i Pa kwa, le Otto modalità. La famiglia delle Arti marziali interne si formò intorno a queste credenze e, solo in seguito, le tecniche per manipolare le facoltà del Qi si estesero alla MTC.
Nella branca ayurvedica della Medicina indiana troviamo che "il Prana (प्राण) ha la funzione di legare il corpo, la mente e lo spirito su un filo di perle fatto di respiro...; il Prana non è aria, sebbene essa sia uno dei suoi veicoli…; il Prana è la forza che costringe un corpo, una mente e uno spirito individuali a funzionare insieme in un luogo ed in un momento particolari per uno scopo specifico".
Nell'antico Occidente, la summa della scuola greca giunse con Platone ed Aristotele. Fu infatti quest'ultimo a teorizzare che l'universo nacque da una "Entità perfetta", "Causa prima" e "Motore immobile", dai quali i filosofi cristiani neoplatonici identificarono lo Spirito Santo di Dio nello Pnéuma (πνεῦμα) descritto nel Libro della Genesi, dove "lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque durante la creazione del mondo".
Dunque, se gli antichi Cinesi ritenevano che l'origine del Qi risedesse nella Perfezione del Cosmo (principio di Immanenza), gli Indiani credono che il Prana provenga dalla Divinità (principio di Trascendenza). Alla luce di queste affermazioni è possibile ammettere che la natura del Qi è anche spirituale in quanto "vita" e "scintilla primordiale" probabilmente causata dal Big bang che gli scienziati ritengono abbia dato origine all'Universo. È così che, per un monoteista (basti pensare che, nella lingua islamica, il nome Allah significa "Nulla"), l'energia Qi può essere considerata l'emanazione materiale del Dio unico. In tal caso, forse il maggiore capolavoro della cristianità è quello che si trova nella Cappella Sistina, dove la Mente creatrice di Dio è ritratta in una particolare forma umana (al contrario della Visione islamica) nell'atto di comunicare la vita al primo uomo.



Il Qi e la scienza moderna


Da un punto di vista scientifico, se il Qi è l'energia che permea tutto l'universo, la forza di coesione che unisce gli atomi è la sua principale manifestazione.
In chimica, la forza di coesione tra gli atomi è definita legame; a seconda della quantità di forza del legame, cioè della differenza di elettronegatività tra le cariche atomiche, si evidenzia che il legame più forte (legame ionico) è quello tra cariche elettriche opposte, mentre il più debole (legame covalente) è quello che si crea fra cariche elettriche simili. Dunque, è molto probabile che la teoria esposta da Mencio tentasse di spiegare la differenza che intercorre fra cariche elettriche positive e negative.
In astrofisica, la materia nasce dalla concentrazione di energia e si manifesta sotto forma di polvere cosmica. Nonostante il suo aspetto inerte, la manifestazione della materia (e quindi tutti gli elementi conosciuti che compongono l'universo e che sono registrati nella tavola periodica di Mendelejev) dipende dalla velocità e dall'ampiezza di oscillazione dell'energia che la compone.
Se osserviamo le più moderne teorie scientifiche alla luce delle teorie sul Qi, è possibile affermare che i suoi più antichi fautori avessero teorizzato i segreti dell'universo molto prima che la scienza moderna ne avesse appurate le leggi grazie agli strumenti allora impossibili da costruire. Comparando le più recenti scoperte alla teoria sull'energia Qi, possiamo comprendere che esso raggiunge la crosta terrestre mediante le radiazioni solari che penetrano l'atmosfera sotto forma di onde elettromagnetiche. Queste onde che i fisici chiamano "luce visibile, onde radio, raggi X, raggi gamma, ultravioletti, infrarossi ecc." viaggiano alla velocità della luce e, sebbene simili fra loro, si distinguono per diversità di frequenza, ovvero per la quantità di oscillazioni che emettono nell'unità di tempo. Quando, ad esempio, ponendo l'orecchio su una conchiglia, affermiamo di "sentire il mare" in realtà percepiamo il rumore che deriva dall'oscillazione della materia – il Qi – nell'aria che respiriamo. E questa oscillazione è stato appurato che possiede una frequenza di 7,86 Hertz (cicli al secondo).