LE ARTI MARZIALI CINESI


In Cina, si ritiene che esistano circa 650 stili di Wu-shu (武术, lett. "Arti marziali"), più spesso chiamati Kung fu (功夫, lett. "Lavoro acquisito con fatica") dall'industria cinematografica di Hong Kong, ma anticamente definiti Quan-fa (拳法, lett. "Metodo del pugno, boxe"). Di questi stili, la maggior parte sono elencabili fra i Wei chìa (外家) o "Stili esterni", mentre pochissimi sono originali Nei chìa (內家) o "Stili interni".

Gli Stili esterni sono caratterizzati dall'uso della forza e della velocità per vincere un'opposizione. Per questi praticanti è difficile ottenere continuità d'azione fra una tecnica e l'altra, poiché il loro metodo insegna a colpire con tempismo, dove l'avversario manifesta un varco, in modo prevalentemente diretto con pugni, calci ecc. Questo metodo di boxe, di cui la scuola Shaolin (少林) è l'effige, enfatizza lo sviluppo muscolare, per aumentare la potenza e la resistenza. Grande importanza è recata anche alla "Camicia di ferro", un particolare esercizio che unisce una forte tensione muscolare ad una potente respirazione, allo scopo di poter meglio resistere ai colpi subìti nel corso degli allenamenti. Per ovviare alla carenza di continuità d'azione, gli Stili esterni insegnano ad alternare movimenti lenti a gesti veloci.

I maggiori stili interni sono lo Hsing i ch'üan (形意拳, lett. "Boxe della forma e dell'intenzione"), il Pa kwa chang (八卦掌, lett. "Palmo degli otto trigrammi") ed il Tai chi chuan (太极拳, lett. "Boxe del supremo fondamento"). Essi perseguono il controllo totale e continuo del corpo, alternando le tecniche con leggerezza, allo scopo di neutralizzare i colpi dell'avversario. Vedendo combattere un esperto negli Stili interni, si può cogliere che egli non spreca mai la propria forza; semmai usa quella dell'avversario, nel senso che la assorbe e la ridireziona, per poi colpire senza mostrare affanno fisico. I suoi movimenti cercano di conformarsi quanto più possibile ai princìpi universali della Cosmologia Taoista che sono all'origine di tutti i fenomeni naturali.


Le caratteristiche peculiari degli Stili interni sono:

- immobilità, per conseguire lo stato di Wu wei (Non agire, per meglio agire);
- lentezza dei gesti, per ottenere unità fra pensiero ed azione;
- rilassamento del corpo, per liberare le tensioni e permettere ai fluidi ed al respiro di circolare meglio;
- elasticità e flessibilità di movimento, per coordinare i gesti dei piedi (terra) e della testa (cielo) con le mani;
- alternanza di pieno (durezza ed esplosività) con vuoto (distensione e rilassamento);
- introspezione, per coltivare il corpo con l'intenzione.