TAI CHI CHUAN NELLA TERZA ETA'


Fra tutte le discipline psicofisiche provenienti dall'Oriente, il TCC è quella che tiene in maggiore considerazione i problemi connessi all'invecchiamento. I principali sono: la riduzione della massa ossea (osteoporosi), la perdita della massa muscolare (sarcopenia), l'affievolimento delle capacità cognitive e l'alterazione del comportamento. Questi effetti derivano da vari fattori, tuttavia sono quasi sempre connessi al grado di attività ed alla carenza di alcuni elementi nutritivi.
In risposta all'evidenziarsi di queste problematiche, gli esercizi di TCC insegnano a:

- economizzare l'energia mediante movimenti lenti, adeguati all'età ed al grado di salute. Ogni movimento non raggiunge mai l'estremo grado articolare, perché svolge una mobilitazione dolce e benefica;

- aumentare la disponibilità d'energia grazie a un migliore apporto di ossigeno al cervello, agli organi interni ed ai sistemi scheletrico e muscolare;

- creare più sicurezza nei movimenti e migliorare la sensazione di bilanciamento. La continua ricerca volta ad alternare il peso corporeo da un piede all'altro favorisce un migliore apprezzamento del proprio peso, fattore in diminuzione col progredire dell'età;

- migliorare la padronanza dello spazio e del rapporto del proprio corpo con lo spazio, soprattutto aumentando il grado di consapevolezza della propria postura globale;

- rilassare la mente ed il corpo, seguendo l'alternanza lenta e continua del proprio ritmo respiratorio;

- incrementare le prestazioni psichiche perché, nell'apprendere le sequenze dei movimenti, si stimolano l'attenzione, la concentrazione e la memorizzazione.