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 Karate Ragazzi 1

KARATE RAGAZZI (7 - 10 ANNI)

Per i ragazzi che frequentano la scuola primaria, l'atto di esercitarsi nel Karate assume, anzitutto, il significato di rendere il proprio corpo forte ed elastico. Quest'immagine che si crea in loro deve essere ascoltata, perché coincide con la difesa naturale che li aiuta a prevenire una serie di problemi fisici che derivano dalla sedentarietà e dagli atteggiamenti posturali scorretti.

Ben lontano dagli stereotipi di vecchi film che avevano presentato il Karate come un'attività violenta e prevaricatrice, quest'Arte marziale rappresenta per loro anche un interessante metodo per apprendere come controllare le proprie emozioni che si manifestano con una pulsione sempre crescente ed aiutarli così ad allontanare ogni tipo di abuso o eccesso. A tal pro, l'apprendimento del Codice etico del Karate supporta l'allenamento motorio ed aiuta i giovani a forgiare il carattere. Infatti è grazie all'esperienza proveniente da un mondo ideale che sentimenti come il rispetto, la fiducia, la giustizia, la benevolenza, l'ascolto, la tolleranza, la cooperazione e la condivisione possono raggiungere il mondo reale. È grazie a questa visione del mondo che il giovane comprende il valore del sacrificio come conquista del proprio futuro, crescendo così in integrità personale ed autostima, allontanando possibili atteggiamenti da bullo.

In questo particolare periodo evolutivo, il Karate viene presentato come un'autentica Arte marziale che può essere vissuta anche nella sua dimensione agonistica. Nella maggior parte dei casi, la tensione verso la competizione di Karate apporta anche ai giovani più timidi maggior dinamismo ed entusiasmo, perché permette loro di sperimentare quelle emozioni che derivano da un forte desiderio di confronto, sia che si realizzi mediante una prova formale (Kata) o una prova regolamentata di combattimento (Kumite).
Da un punto di vista tecnico, in questo corso verranno trattati i seguenti temi: ginnastica, stretching, giochi di gruppo con regole gradualmente più evolute, tecniche semplici come pugni, calci o parate, sequenze elaborate su una o più direzioni, lavoro "corpo a corpo", allenamento con colpitori leggeri e sparring leggero con protezioni. L'insieme di questi esercizi accresce nei ragazzi la conoscenza del proprio corpo, rendendoli più consapevoli delle proprie potenzialità ed insegnando loro a gestire le proprie emozioni in situazioni sempre nuove. A questo proposito, è utile sapere che una equipe di scienziati ha provato che, rispetto ai giovani che praticano altre discipline sportive, l'allenamento del Karate apporta, in particolare, un miglioramento dei riflessi e della coordinazione motoria generale.

 

Karate Ragazzi 2

 

Le caratteristiche psicofisiche del preadolescente (fino a 10 anni) 

 

Mentre i bambini più piccoli non sono ancora in grado di effettuare movimenti complessi, i giovani che si affacciano alla preadolescenza evidenziano problematiche più complesse, dove il corpo inizia a rispondere – a volte sorprendentemente – alle richieste della mente.

Da un punto di vista metabolico, il corpo dei ragazzi non è ancora pronto per essere allenato nelle qualità atletiche, poiché i vari tipi di forza e di resistenza iniziano ad evolversi un poco più tardi. Al contrario, le qualità coordinative come la flessibilità, la destrezza, l'equilibrio ecc. si sviluppano intensamente fra i 6-11 anni. Contemporaneamente allo sviluppo motorio, la psiche muta altrettanto repentinamente. Se la forma di pensiero dei fanciulli è caratterizzata da Animismo e da Magismo, nella preadolescenza il pensiero viene vissuto come assunzione di categorie. Per essere un po' più chiari, prendiamo ad esempio i concetti di spazio e di tempo e vediamo come cambiano nel corso dell'età evolutiva.

Per quanto concerne l'evoluzione del concetto di tempo, possiamo notare che, a 5 anni, l'interesse risulta pressochè generalizzato; a 5-6 anni avviene la differenziazione mattino/sera; a 6-7 anni quella di oggi-domani; a 7-8 anni quella di velocità-durata; a 8-9 anni quella di velocità-successione; a 9-11 anni il tempo inizia ad essere vissuto come un concetto globale e storico.

Analizzando l'evoluzione del concetto di spazio, possiamo altrettanto notare che, a 4-5 anni, viene descritto come spazio topologico ("sono qua"); a 6-7 anni diviene s. euclideo ("sono quassù, quaggiù, lassù, laggiù"); a 8 anni si tramuta in s. proiettivo ("mi vedo altrove…"); a 8-10 anni i ragazzi giungono infine al concetto di misurazione, ovvero al sistema metrico-decimale utilizzato da noi adulti.

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