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LE QUALITA' MOTORIE

Le capacità motorie, anche dette qualità fisiche, sono fattori allenabili le prestazioni sportive. Sono suddivisibili in 2 tipi: capacità condizionali (o qualità atletiche) e capacità coordinative (o qualità tecniche).


Le capacità condizionali (o qualità atletiche)

 

Sono determinate dalla disponibilità d’energia. Si possono allenare dai 14 ai 18 anni (a carico naturale). Dai 18-20 anni sono allenabili al massimo, in quanto viene completata la formazione corporea. Esse possono essere così suddivise:

-          rapidità massima, velocità resistente;

-          forza rapida, forza massima, forza resistente;

-          resistenza breve, resistenza media, resistenza di lungo periodo.

 

Forza veloce o Forza rapida

È la capacità di produrre una forza di intensità da elevata a massima nel più breve tempo possibile, mantenendo un’ampiezza ottimale di movimento. È tipica degli sport di lancio; è molto connessa alla velocità, perciò è poco allenabile. Il picco dell’allenabilità è notevole ad 11-12 anni e massima a 13-15 anni. È tipica di bambini e adolescenti. Nel karate costituisce gran parte dell’allenamento degli agonisti (può essere allenata con piccoli pesi, anche fissati a polsi e caviglie).

 

Forza massima o Forza muscolare dinamica

È la capacità di produrre una forza massimale, con un’ampiezza minima o media di movimento. È tipica dell’atletica pesante (sollevamento pesi) e parzialmente della ginnastica agli attrezzi (cavallo ed anelli). Si sviluppa grazie all’ormone sessuale maschile, è allenabile dai 14-15 anni fino ai 50 anni circa ed è’ tipica dell’età adulta. A 13 anni si ha il massimo incremento nei maschi; ad 11 anni si giunge al massimo incremento nelle femmine.

Prima di questo periodo occorre usare attenzione perchè lo sviluppo dei principali gruppi muscolari è irregolare. Le gambe sono forti; tronco, spalle e braccia non ancora.

La forza di uomini e donne si diversifica definitivamente dopo i 14-15 anni. Le donne adulte posseggono i 2/3 della forza dell’uomo solo negli arti, mentre la forza del tronco è simile. Nel karate è sconsigliabile allenare la forza massima, in quanto rallenta la velocità.

Forza statica o Forza isometrica

È la capacità di produrre una forza resistente con intensità da minima a massima. Possiede caratteristiche simili a quelle della forza massima.

 

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La Resistenza

È la capacità di resistere ad un affaticamento, creato dall’esecuzione di vari esercizi che superano i 50”. Diviene allenabile dal termine della pubertà, perché il cuore aumenta notevolmente di volume in questo periodo. Con l’aumento della dimensione del cuore, aumenta la gittata sistolica (la quantità di sangue spinto in periferia) e diminuisce la frequenza cardiaca. La resistenza possiede due nature; una è aerobica (usa ossigeno) e l’altra è anaerobica (non usa ossigeno). Entrambe si stabiliscono con la frequenza cardiaca.

 

La Resistenza generale o Resistenza aerobica

Coincide con la tipica preparazione di base dei fondisti, o dell’allenamento sostenuto a media intensità. Si instaura quando il cuore trova un equilibrio stabile nel pompare tanto sangue quanto è la richiesta di ossigeno da parte dei muscoli.

In un adulto sufficientemente allenato, il lavoro di resistenza è aerobico quando, avendo effettuato 10’ di lavoro costante, dopo altri 10’-20’ allo stesso ritmo, la frequenza cardiaca si aggira sulle 140 pulsazioni al 1’ (ppm). Il picco dell’allenabilità si ha dai 13-14 anni in poi, ovvero quando l’elevata frequenza respiratoria infantile viene sostituita con una respirazione più profonda. Nel karate costituisce parte dell’allenamento degli amatori e soprattutto degli agonisti.

 

La Resistenza specifica o Resistenza anaerobica

È tipica della preparazione di base degli scattisti, o dell’allenamento molto intenso. Essa conduce l’organismo a sopportare la presenza di una sempre maggiore quantità di acido lattico (se la resistenza è di tipo lattacido).

La resistenza è anaerobica quando il cuore, pur potendo aumentare la frequenza cardiaca, non riesce ad inviare ai muscoli una quantità sufficiente di sangue (la soglia di sicurezza si aggira sulle 180-200 ppm).  Il picco dell’allenabilità si ha verso i 18-20 anni, perché bambini ed adolescenti, a parità di carico, producono acido lattico nei muscoli molto prima degli adulti. Nel karate, la resistenza anaerobica costituisce parte fondamentale dell’allenamento degli agonisti.

Per stabilire la capacità di prestazione, si possono usare 3 tipi di controllo:

1)     rilevamento e registrazione di un livello di prestazione (es. mediante battito cardiaco) o di un apprendimento (controllo visivo della qualità di esecuzione);

2)     comunicazione di dati, giudizi e valutazione (serve a migliorare la prestazione sulla base dei risultati conseguiti; in un gruppo può essere la base per sviluppare forme di competizione);

3)     valutazione con voto (essa esprime: (a) il risultato del processo di apprendimento; (b) il rapporto fra la prestazione oggettiva dell’allievo e le richieste dell’insegnante.

Per controllare se sono avvenuti miglioramenti nell’allenamento delle capacità condizionali occorre inserire il concetto di carico. Per carico fisico o carico esterno si intende la quantità di esercizi che un dato individuo è in grado di eseguire in un dato tempo. Per carico fisiologico o carico interno si intende la reazione di organi ed apparati ad un dato sforzo eseguito nel tempo. Il carico è misurabile con la frequenza cardiaca (numero di pulsazioni per minuto):

-       da 100 a 110 = carico compensatorio (per recuperare le capacità di prestazione; coincide con un riscaldamento lento o la fase di defaticamento);

-       da 140 a 150 = carico di base (per formare i processi aerobici; intensità da scarsa a  media;

-       da 170 a 180 = carico di sviluppo (per formare in modo ottimale i processi aerobici e parzialmente quelli anaerobici; carichi elevati e lunghi periodi che richiedono volontà di reagire all’affaticamento);

-       oltre 180 = carico limite (per migliorare i processi anaerobici; carichi massimi in medio-brevi periodi da utilizzare nel metodo ad intervalli; intensità molto elevata, rara utilizzazione negli sport giovanili)

N.B. i soggetti dai 6 ai 14 anni, non allenati, possiedono una frequenza cardiaca maggiore di 10-20 pulsazioni al minuto rispetto gli adulti.

 

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Le capacità coordinative (o qualità tecniche)

La loro caratteristica consiste nell’essere legate all’apprendimento di specifiche abilità. Lo sviluppo è intensivo dai 6 agli 11 anni; si raggiunge una stasi negli anni successivi e l’aumento è massimale verso i 10-12 anni nelle femmine ed i 10-13 anni nei maschi. Possono essere così suddivise:

 

capacità coordinative generali:

-          mobilità articolare o flessibilità

-          (rapidità massima o velocità)

-          capacità di adattamento e trasformazione dei movimenti

-          capacità di controllo motorio

-          capacità di apprendimento motorio

 

capacità coordinative speciali (1° livello):

-          destrezza

-          equilibrio (statico e dinamico)

-          elasticità di movimento o plasticità

-          capacità di combinazione motoria

-          fantasia motoria

 

capacità coordinative speciali (2° livello):

-          capacità di orientamento

-          capacità di differenziazione spazio-temporale

-          capacità di differenziazione dinamica (riguarda la tensione muscolare)

-          capacità di anticipazione motoria (capacità di anticipare i movimenti propri e/o altrui; si esprime nell’impostazione del movimento e della posizione del corpo nello spazio)

-          capacità di reazione motoria

-          capacità di memorizzazione motoria

-          capacità di ritmizzazione o ritmo (percezione dell’alternanza di tensione e distensione dei maggiori gruppi muscolari)

 

capacità coordinative speciali (3° livello):

-          tecnica: deriva dal sostantivo greco tekhnè che significa arte, tecnica o metodo, specifici ad una singola disciplina;

-          tattica: deriva dal greco taktikè, (arte del) disporre, ordinare; con esso si intende la scienza del disporre le forze di cui si dispone per conseguire la vittoria in un combattimento. Oggi, in un gioco competitivo a squadre, è corretto parlare di posizioni tattiche, nel singolo di guardia (nel karate: kamae);

-          strategia: deriva dal greco strategia (leggi: strateghìa) arte del comandare, termine derivante da strategos, comandante; per strategia si intende il coordinamento di tutte le azioni possibili per conseguire la vittoria in una competizione o in un combattimento. In un’attività ludica ed in uno sport come un gioco a squadre è corretto parlare di azioni strategiche, nel singolo di scelta tecnica. I concetti di tattica e di strategia sono contemplati fra le qualità motoria di tipo coordinativo: la prima è di tipo statico, la seconda è di tipo dinamico.

 

Rapidità massima o Velocità

È la capacità di compiere movimenti rapidi. È molto complessa, in quanto dipende da più sistemi (nervoso, osseo, muscolare). Non è una capacità motoria condizionale perché nelle cellule muscolari non esiste alcun meccanismo specifico deputato ad essa. Si tratta di una dote naturale e, perciò, è scarsamente allenabile.

 

 Si può distinguere in:

-          velocità di reazione (poco allenabile);

-          rapidità d’azione (tipica dei movimenti singoli);

-          capacità d’accelerazione (mediamente allenabile);

-          frequenza massima nei movimenti (mediamente allenabile) è massima fra i 9-11 anni;

-          velocità resistente o resistenza alla velocità (allenabile).

Si incrementa allenando la capacità di reazione con uno stimolo esterno (ad es. un attacco improvviso, un segnale visivo, un suono, un contatto di mano, ecc.); o stimolando con rapide contrazioni il maggior numero di fibre muscolari di determinati settori deputati al movimento. Nel karate è allenata specificatamente nel kihon (per migliorare kata e kumite).

 

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Flessibilità o Mobilità articolare

È la capacità di eseguire esercizi con grande ampiezza di movimenti. È allenabile a partire dai 10 anni (9-12 anni nelle femmine ed 11-14 nei maschi). È inutile allenarla prima perché i bambini posseggono già una buona flessibilità di muscoli e legamenti. È utile allenarla dopo i 10 anni perchè a causa della crescita in altezza di questo periodo, è possibile che si riscontri una diminuzione della flessibilità; la maturazione delle articolazioni è molto delicata (l’ossificazione completa dello scheletro si realizza solo dopo i 20 anni).

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